Santoro sarebbe fazioso, ma Vespa allora cos’è?

Leggo con stupore sul sito di Repubblica che secondo l’Authority della Comunicazioni la trasmissione Anno Zero di Michele Santoro violerebbe le regole del pluralismo.
Sono a bocca aperta. Ma allora Porta a Porta è una trasmissione da Istituto Luce? Roba da matti. Il programma di Santoro negli ultimi mesi è uno dei pochi che altre alla fastidiosa litania dei politici ci ha fatto sentire e vedere chi sono la Forleo, De Magistris e altri.
E’ l’unica trasmissione che offre un punto di vista leggermente differente rispetto ai canoni offerti da Vespa e Mentana (a mio modestissimo avviso due camerieri), inoltre è la sola dove possiamo sentire cosa ha da dire quel signor giornalista che è Marco Travaglio, uno dei pochi esempi di grande professionista che abbiamo in Italia. Fosserò tutti così…
Anche questo è un segnale dei tempi che corrono nel nostro striminzito Paese, l’Authority bacchetta Santoro e la gente si beve il fatto che la sua sia una trasmissione faziosa e magari segue invece Vespa considerandolo fonte di vera informazione.
Vespa per me è un anestesista, ci addormenta tutti…

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Frequenze all’italiana

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La notizia più succosa del giorno è la bacchettata che lo Stato italiano si è preso da parte dell’ UE per ciò che riguarda il rispetto dell’assegnazione delle radiofrequenze sul territorio nazionale. Secondo i giudici della Corte europea nel nostro fantasioso Paese l’assegnazione delle frequenze è contraria al diritto comunitario.

Ma andiamo con ordine.

Nel 1999 la rete televisiva Europa 7 ottiene la possibilità di trasmettere su tutto il territorio nazionale con la tecnica analogica, costringendo quindi Retequattro a decollare in orbita, sul satellite. La terza rete del Biscione secondo voi è sparita? Manco per idea. Emilio Fede è sempre lì e non si muove.

Il titolare di Europa 7, FrancescoDi Stefano, non rimane però con le mani in mano e, dopo che la Legge Gasparri (2002) sul riordino radiotelevisivo lascia tutto quanto com’era prima, decide di rivoglersi al TAR, dove la sua richiesta di poter trasmettere viene però respinta. Di Stefano non sembra un uomo particolarmente arrendevole, decide quindi di impugnare la sentenza del TAR davanti al Consiglio di Stato, il quale ha chiesto alla Corte europea se effettivamente c’è stata o meno una violazione del diritto comunitario.

La risposta dell’UE è arrivata oggi, e appare a tutti abbastanza chiara.

L’Italia favorisce gli operatori già presenti sul mercato (Rai e Mediaset) a discapito di chi in questo mercato vuole entrarci (Europa 7), tutto ciò va contro il principio del diritto comunitario sulla libera prestazione dei servizi. In poche parole, in Italia nel mercato televisivo non sono ammesse intrusioni nel duopolio Rai-Mediset (fatto salvo per la piccola presenza di LA7, non in grado combattere contro i due colossi dal punto di vista dell’audience e della raccolta pubblicitaria).

Cosa accardà ora? La Legge Gasparri verrà annullata? potrà cambiare davvero qualcosa

nel panorama televisivo italiano? A mio modesto avviso non credo proprio; il Governo è caduto in un momento che poteva essere molto critico per ciò che riguarda gli interessi televisivi di Berlusconi, la Gentiloni, ancora in uno stato embrionale, faceva già paura, e se il padrone di Mediaset tornerà al governo questa Legge ovviamente finirà dentro un cassetto.

Per ciò che riguarda le frequenze radiotelevisive credo che tutto rimarrà uguale; forse il Governo è caduto al momento giusto, troppo giusto per ciò che riguarda gli enormi interessi economici di sua Emittenza, sarà un caso?

Altamentecritico.

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Altamente critico.
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