Cordialmente

13 08 2011

A tutti coloro che in questi anni hanno votato per Berlusconi, conoscendo tutte le malefatte o ignorandole incantati dalle parole di un affabulatore, a tutti quelli che hanno visto in quest’uomo un mito, un esempio da seguire, una guida per il Paese. A tutti coloro che ora dopo questa manovra si lamenteranno per l’aumento delle tasse e per le brutta fine che sta facendo l’Italia, a tutti questi un caloroso e pregno VAFFANCULO e grazie, grazie per aver mandato il Paese allo sfascio. Ebeti.





Ora vorrebbero darci a bere la morte di Bin Laden

2 05 2011

Molti ci cascheranno senza porsi nemmeno il dubbio, ma basta leggere le prime notizie diffuse dai quotidiani on-line per intuire che la morte di Bin Laden portebbe trattarsi di un bluff altrettanto clamoroso quanto quello delle torri gemelle. Lo avrebbero ammazzato a Abbottabad, nel nord del Pakistan, in mezzo alle montagne, ma stranamente il corpo, stando sempre alle prime informazioni, sarebbe stato gettato in mare. Ma guarda, i soldati americani avrebbero fatto centinaia di kilometri per gettare il cadavere del cosiddetto nemico pubblico numero 1 degli Usa in mare aperto. Non sarebbe stato più logico mostrare il cadavere al mondo? Anzichè una foto probabilmente taroccata? (Questo è quanto si legge anche in alcuni giornali ufficiali come ad esempio Repubblica). Tra l’altro la foto pare sia stata diffusa dai media pakistani, e non dagli americani, chissà chi gliel’ha data… E poi scusate: il fatto che gettare il cadavere in mare sia una tradizione islamica è la prima volta che la sento. Ennesima bufala? Può darsi…





Bella la manifestazione dei precari, peccato non serva a un cazzo

9 04 2011

Tutto molto bello. Quattro milioni di precari in piazza, molti con i loro genitori, qualcuno forse anche con dei figli. Tutti a manifestare, protestare, fare qualcosa per assumere dignità sociale, per far vedere che ci sono anche loro. Precari da una vita, con 800 euro al mese se va bene. Stagisti non pagati, che accettano di farsi schiavizzare perché sotto sotto pensano “dai, magari dopo lo stage mi prendono”. Sono tante le storie dei precari che sono scesi in piazza sabato. Dai laureati costretti ad andare all’estero, a mio modesto avviso i più furbi, ad altri laureati finiti nel vortice dei call center. Lavoro che per molti rappresenta una sconfitta ma che in effetti, se fatto per le giuste aziende, paga senz’altro di più in termini economici che non altri “lavoretti” o “collaborazioni” varie proposte ai giovani con l’idea che tanto “la gavetta la devono fare“.

Tutto molto bello dicevo. Si, peccato un piccolo e trascurabile particolare: la manifestazione di sabato, per quanto simpatica e colorata, non servirà a un cazzo. E scusate il francesismo. Non servirà a un cazzo perché il punto non è scendere a manifestare dopo che ce l’hanno già abbondantemente messa in quel posto. Il punto è cosa faranno domani dopo aver manifestato. Ovvero: quando a quei giovani scesi in piazza verranno proposti stage “altamente formativi“, ovviamente non retribuiti, cosa faranno? Accetteranno o no? Perché se accetteranno se la staranno ulteriormente mettendo nel sedere da soli, accettando a testa bassa il sistema nel quale sono solamente carne da macello senza una speranza. Allora avranno ragione i capi delle aziende, i datori di lavoro, a puntare sugli stagisti. Tanto ormai, accettano qualsiasi cosa. Alcuni annunci parlano di stage “gratuiti“, come se per fare uno stage ora si debba anche pagare. Il problema è che a questi annunci rispondono decine di persone. Bisognerebbe non rispondere, non fare colloqui per essere schiavizzati. Qualcuno mi potrà obiettare che se tanto se non accetto io accetta qualcun altro. Bella obiezione. Il punto è che a me di quel qualcun altro non me ne può fregare di meno, se quel qualcun altro è un coglione, e scusate ancora il francesismo, non me ne frega niente.

Da qui dobbiamo partire: non ci piace cosa ci offrono? Non accettiamo. Settecento euro al mese non ci vanno bene, a fare quel lavoro non ci andiamo. Se tutto ciò accade, ovvero se gli stipendi sono così bassi rispetto a tutta Europa, ricordatevelo sempre, è colpa nostra. Solo ed esclusivamente nostra che accettiamo questo tipo di situazione come se fosse normale. Non so voi, ma io non la accetto più, e questo è a mio avviso il modo migliore di protestare.





Rubygate, disoccupazione, rivoluzioni: tutto regolare, non cambia nulla

2 02 2011

Piccolo post breve, giusto per fare il punto della situazione a distanza di un po’ di tempo. Berlusconi è nella merda per il caso Rubygate, ma in fondo nemmeno tanto. Se si dovesse andare a nuove elezioni potrebbe benissimo rivincere, visto che una buona parte degli italiani vorrebbero essere come lui e quindi per questo prontissimi a rivotarlo per l’ennesima volta. Pazienza se in Italia la disoccupazione sale, specialmente quella giovanile (29%), se la ripresa sta toccando diversi Paese europei tranne il nostro. Piccola parentesi, la crisi è voluta da chi comanda, ovvero i banchieri; ora hanno deciso che da qualche parte di può iniziare a risalire la china, ovviamente prima di una nuova crisi creata ad hoc. Da noi non si può risalire ancora, evidentemente il Governo B. all’estero piace poco. Non piace nemmeno a me, ma non pensiate che senza il nano affetto da priapismo la sitazione nel nostro Paese possa migliorare, forse un pochino, ma non illudetevi. Certo è difficile pensare che possa andare peggio di così. Le gente non trova lavoro, molti preferiscono fare i furbi anzichè comportarsi in maniera corretta, il berlusconismo ha preso ormai il sopravvento. La politica è una fogna a cielo aperto ma ormai ci beviamo tutto, nemmeno guardando ciò che accade in Egitto o in Tunisia ci viene voglia di uscire da casa a spaccare tutto, di cosa abbiamo bisogno ancora? Non lo so, io intanto penso a un bel posto all’estero dove trasferirmi, suggerimenti?





Geronimo, il fascistino raccomandato da papi

18 12 2010

Avrete visto in tanti questi video della puntata di Annozero andata in onda il 17 dicembre:

A un certo punto del video il fascistissimo Ministro della Difesa Ignazio La Russa, ha affermato che suo figlio, al contrario di chi ha manifestato a Roma, “non è vigliacco e fancazzista come voi in piazza“. Ora, tralasciando che lo stesso Ignazio è un figlio di papà in quanto il padre, Antonino, era senatore del Msi e ha mandato il piccolo Ignazio a studiare nientemeno che in un collegio svizzero. Tralasciando anche che il fascistissimo Ministro oltre ad essere nato nella bambagia, non contento, da grande ha voluto, oltre ai soldi, anche il potere. E tralasciando infine che nelle sue comparsate televisive appena qualcuno lo contraddice sbraita oppure fa la pernacchia esprimendo vagamente questo concetto: “io sto qua a prendermi 20 mila euro al mese perché c’ho avuto papà fascista, e voi non siete un cazzo“, vediamo un po’ cosa combina il figlioletto maggiore, Geronimo, che a dire del papà non è un vigliacco e non va a protestare. Ovvio che non vada a protestare, perché si da il caso che Geronimuccio nostro, 31 anni, sia stato da qualche tempo sistemato dal paparino all’Aci Milano, così come altri svariati personaggi che ruotano intorno alla politica italiana, come ad esempio il compagno di Maria Vittoria Brambilla. Ovviamente Geronimo ha uno stipendio di tutto rispetto, che al momento non conosciamo, ma che deduciamo sia senza dubbio superiore a quello di un precario in un call center. Quindi in sintesi, il nostro fascistissimo Ministro (facile essere fascisti quando si è nati ricchi), davanti a degli studenti universitari disperati fa l’esempio del suo figlioletto bamboccione raccomandato. Giusto no? Un figlio di papà diventato ministro (che da giovane pestava chi non la pensava come lui), raccomanda a sua volta il figlio, e quando li si spiega perché i giovani italiani protestino, si inalbera o fa una pernacchia. Vi ricordo, a rischio di diventare noioso, che tutto questo è colpa solo ed esclusivamente nostra, che tutto questo lo permettiamo. Voi che lavorate in un call center precari e malpagati con una laurea in ingegneria o in medicina, e che all’estero avreste il triplo dello stipendio che prendete ora, rifletteteci.

 

 

 

 

 

 

 

 





Niente champagne e tanti black block, i miei complimenti alla casta

14 12 2010

Niente champagne. Peccato. Avrei voluto stapparlo per celebrare la dipartita politica del nanetto massone (non lo dico io, lo dice lui), e invece anche questa volta, tra una compravendita e l’altra, il piduista ce l’ha fatta. Antonio Razzi, Massimo Calearo, Domenico Scilipoti, Bruno Cesario, Silvano Moffa, Maria Grazia Siliquini, Catia Polidori: sono questi i nomi di coloro che folgorati sulla via di Damasco hanno deciso di votare la fiducia. Non saprei dove iniziare nel fare i complimenti. La Polidori (cliccate qui se le volete scrivere una letterina di Babbo Natale) si tiene stretta i finanziamenti al Cepu, impresa di famiglia della deputata ormai ex-finiana, mentre per Calearo bisogna fare i complimenti a Veltroni per averlo imbarcato due anni fa nel Pd. C’è poco altro da dire, sono così indignato dalla politica italiana che non ho nemmeno voglia di insultarli, e poi nemmeno servirebbe. Tanto loro i 20 mila euro al mese se li portano a casa, e nell’ultimo mese se li sono guadagnati premendo un tasto questa mattina per dire si o no, il Parlamento era infatti chiuso da circa tre settimane. E’ una tristezza, ma non mi stancherò mai di dire che tutto questo è Leggi il seguito di questo post »





345 “lavoratori” rischiano la pensione

8 12 2010

345. E’ il numero dei parlamentari che, in caso di scioglimento delle camere a breve, perderebbe il diritto alla pensione. Lo ha spiegato oggi il parlamentare del gruppo misto, ex-Pd ed ex-Api (deve avere le idee poco chiare) Massimo Calearo. Tra questi ci sarebbero anche tanti a non essere sicuri della ricandidatura. Poverini. Capito perchè forse il 14 dicembre in qualche modo, ripeto, in qualche modo, il 14 dicembre il Governo B. non crollerà? A corollario della sua dichiarazione il simpatico Calearo ha anche rivelato che un voto, secondo le ultime quotazioni (manco fossimo in borsa) può costare dai 350 mila ai 500 mila euro. Ora, voi che mi leggete, presumo pochi, starete pensando a quali schifezze ogni volta questo Paese deve assistire in queste occasioni, a quali bassezze sono disposti i politici pur di mantenere la poltrona. Non sforzatevi troppo, loro rappresentano noi, o meglio, la maggioranza di noi, a mio avviso ci rappresentano benissimo. Perché? Perché tutto quello che succede è solo ed esclusivamente colpa nostra.





Casta in vacanza e calciatori in sciopero. Signori: l’Italia

2 12 2010

Sono due cose che all’apparenza non c’entrano nulla, ma che a mio avviso rappresentano bene lo spirito italiota: la chiusura della Camera dei deputati fino al 14 dicembre e lo sciopero dei calciatori fissato per la giornata dell’11/12 dicembre. Da una parte la casta, che per evitare ulteriori problemi rispetto a quelli in mezzo ai quali già naviga (ad esempio la sfiducia al ministro dei Beni Culturali, colui che si crede un poeta, Sandro Bondi), ha deciso di chiudere uno di simboli della nostra Repubblica parlamentare. I giornalisti ebeti a chiamano pausa di riflessione, oppure vacanza forzata, certo anche prima non è che la Camera fosse particolarmente attiva ma ricordiamoci che siamo sempre noi che permettiamo ai politici di fare ciò che vogliono. Dall’altra parte abbiamo un altro tipo di casta, quella dei calciatori, ovvero, milionari che scioperano. Leggi il seguito di questo post »





Wikileaks fa paura, ma chi c’è dietro Assange?

28 11 2010

Fa paura a molti, almeno a parole. Diciamo che secondo i media dovrebbe far paura anche al disastrato Governo italiano. Parliamo di Wikileaks, sito del quale tutto ormai sentiamo parlare dalla mattina alla sera come fonte di innominabili segreti riguardanti la politica internazionale americana e dei Paesi Nato. Secondo il bombardamento mediatico degli ultimi mesi Julian Assange e company starebbero minando gli assetti geopolitici del mondo con i loro file segretissimi (fossero realmente segreti a mio avviso non sarebbero mai stati pubblicati e Assange sarebbe misteriosamente scomparso dai media e non solo da quelli) procurati da fonti anonime. Ora, la domanda che mi pongo io è questa: sappiamo bene che per far uscire determinate rivelazioni occorre giovino a qualcuno, in particolar modo all’elité che in questo momento fa il bello e il cattivo tempo, quindi, vogliamo veramente pensare che Wikileaks sia il frutto di un romantico lavoro di alcuni giornalisti ribelli che rischiano la vita pur di porre a conoscenza il mondo delle sue scomode verità? Io non ci credo nemmeno un po’, e facendo un giretto in rete mi sono reso conto di non essere l’unico a pensarla così. Leggi il seguito di questo post »





Che l’Italia si stia svegliando? Forse, ma attenzione che ci scappa il morto

24 11 2010

Gli studenti che fanno irruzione al Senato, Fede che viene aggredito (sono contro la violenza ma rimango del parere che alcuni elementi siano bravissimi a cercarsele), i sondaggi, quelli veri, che danno il nano in picchiata. Che l’Italia si stia vermante svegliando dal torpore? La sensazione per il momento è questa, ma ricordiamo che già in passato abbiamo assistito e dei frangenti in cui la società civile ha dato segni di fermento (vedi le monetine a Craxi, a mio avviso uno dei più bei momenti degli ultimi 30 anni di storia italiana) per poi ricadere nel “mors tua vita mea” generalizzato, ovvero quell’atteggiamento tutto italiano di cui Berlusconi né è le perfetta incarnazione, non per questo governa a fasi alterne da 16 anni. Le persone, studenti ma non solo, forse stanno arrivando a capire che quando si protesta non ha senso fare delle passeggiate per il centro di Roma muniti di cartelli, perchè a chi sta dentro i palazzi, onorevoli e senatori che prendono 20 mila euro al mese grazie alle nostre tasse (non voglio sembrare populista ma E’ COSI’), delle nostre pseudo-manifestazioni non interessa proprio un piffero. Ecco che quindi gli studenti, esasperati dalla riforma Gelmini, hanno deciso di passare finalmente all’azione, facendo irruzione in uno dei palazzi del potere e beccandosi le manganellate delle forze dell’ordine. Leggi il seguito di questo post »







Follow

Get every new post delivered to your Inbox.